La cucina degli ingredienti magici

Ci sono libri in cui la cucina è semplicemente lo sfondo della storia, e altri in cui diventa qualcosa di più: un luogo della memoria, un modo per conservare legami e ricordi.

“La cucina degli ingredienti magici” di Jael McHenry appartiene alla seconda categoria.

È una storia in cui le ricette di famiglia diventano il filo attraverso cui Ginny cerca di ricostruire il proprio passato e di dare un senso alle cose che stanno cambiando nella sua vita.

E proprio da qui nasce l’idea più interessante del libro: quanto può raccontare una ricetta di una famiglia, delle persone che l’hanno preparata prima di noi e dei ricordi che le sono rimasti legati?

La protagonista è Ginny, una giovane donna che, dopo la morte improvvisa dei genitori, si trova costretta ad affrontare un cambiamento che non aveva scelto. La casa di famiglia sta per essere venduta e, mentre raccoglie le proprie cose, Ginny comincia a fare i conti con ciò che è rimasto del suo passato.

In questo percorso tornano continuamente i ricordi legati alla cucina e alle ricette di famiglia. Preparare quei piatti diventa per lei un modo per avvicinarsi alle persone che non ci sono più e, allo stesso tempo, per cercare risposte alle domande che si porta dentro.

Ma quelle ricette custodiscono anche dei segreti. E Ginny scoprirà che conoscere davvero la propria famiglia significa, a volte, avere il coraggio di guardare anche ciò che per anni è stato nascosto.

La parte che mi ha colpito di più è proprio il rapporto che il libro costruisce tra cibo e memoria.

Le ricette non sono semplicemente qualcosa da preparare seguendo una lista di ingredienti. Sono legate alle persone, ai momenti vissuti insieme, alle abitudini di una famiglia. Un piatto può riportare alla mente una voce, un profumo, una cucina, una persona che non c’è più.

È qualcosa che chi ama cucinare conosce bene. Ci sono ricette che valgono per quello che sono, e altre che valgono soprattutto per la storia che portano con sé.

Ed è forse questo il vero “ingrediente magico” del libro: la capacità della cucina di conservare qualcosa delle persone e di permetterci, attraverso un gesto apparentemente semplice, di tornare per un momento in un luogo o accanto a qualcuno.

Non è un libro di ricette, anche se le ricette hanno un ruolo centrale nella storia. È soprattutto un romanzo che parla di famiglia, di perdita e della ricerca delle proprie radici, utilizzando la cucina come linguaggio.

Ed è proprio questo che lo rende interessante per una rubrica come Letture in cucina: perché racconta qualcosa che va oltre il semplice atto di preparare da mangiare. Racconta il modo in cui il cibo può diventare memoria e, attraverso la memoria, identità.

Le ricette tramandate in famiglia hanno spesso questa capacità. Restano uguali negli ingredienti, ma cambiano significato a seconda di chi le prepara e dei ricordi che porta con sé.

È una lettura che consiglio soprattutto a chi pensa che una ricetta non sia mai soltanto una ricetta.

Se amate le storie di famiglia, i ricordi legati alla cucina e quei piccoli gesti quotidiani capaci di raccontare molto più di quanto sembri, questo romanzo può essere una lettura piacevole e particolare.

Non aspettatevi però un libro di cucina: qui le ricette sono soprattutto uno strumento per parlare di persone, di memoria e di ciò che ereditiamo, anche senza rendercene conto.

E forse è proprio questo il motivo per cui mi è sembrato adatto a questa rubrica: perché ogni tanto vale la pena ricordarsi che dietro un piatto ci sono sempre delle persone.

 📖 La cucina degli ingredienti magici
Jael McHenry
Corbaccio

 


6 commenti su “La cucina degli ingredienti magici”

  1. @vickyart: è un libro molto carino…un romanzo leggero ma davvero bello….le cicale sono tra i crostacei meno calorici che ci siano…sono poco polpose ma che buone!! A presto!

  2. Ciao Silvia,
    ma hai cambiato il look al tuo blog, vero!?!
    Al momento credevo di aver sbagliato… E’ bellissimo!!!
    Il fantasma della nonna che sussurra un consiglio è un momento delizioso… Grazie per questa chicca libro.
    Un salutone,

  3. @Ximi: Ciao!! Si, ho cambiato look…mi è stato detto che quello precedente era poco professionale e, visto che questo blog mi serve anche a livello pubblicitario, ho deciso di tentare. L’idea del sito professionale non mi piace molto…trovo che il sito/blog sia più d’effetto per quello che faccio io!
    Un bacione e a presto!

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